Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Un caso fresco è quello di Steven Greer, un docente di Bristol accusato appunto di islamofobia per aver trattato l'attacco a Charlie Hebdo in una lezione sul terrorismo: l'indagine lo assolse pienamente, ma l'università eliminò comunque il suo corso

L'islamofobia è diventata una fobia occidentale che viene usata per cancellare carriere, lezioni accademiche, posti di lavoro e pubblici dibattiti: in pratica è uno strumento di intimidazione culturale. Un caso fresco è quello di Steven Greer, un docente di Bristol accusato appunto di islamofobia per aver trattato l'attacco a Charlie Hebdo in una lezione sul terrorismo: l'indagine lo assolse pienamente, ma l'università eliminò comunque il suo corso sicché lui, dopo 36 anni di carriera a Bristol, decise di andare in pensione e dovette cambiare casa per le minacce ricevute, giungendo a travestirsi per uscire in pubblico. Il suo caso è appena giunto all'attenzione dell'Office for Students inglese. Poi ci sono casi più sottotono come la scuola britannica che ha vietato ai bambini di usare la parola "pig" per non offendere i musulmani, la mostra tedesca ripulita dalle guerre arabo-cristiane per evitare percezioni islamofobe, il professore finlandese sospeso per aver mostrato anche lui le vignette di Charlie Hebdo. Sono sempre gli inglesi a battere tutti: un 54enne del West Yorkshire fu licenziato dal negozio per aver postato il video di una scenetta comica che prendeva in giro l'Islam; l'anno dopo fu licenziato anche un capotreno della West Midland Trains per aver celebrato la riapertura dei pub (dopo il lockdown) scrivendo su Facebook "non possiamo permettere che il nostro stile di vita diventi una sorta di califfato musulmano senza alcol". A Richard Dawkins, scienziato ed etologo, fu impedito di tenere un discorso al Trinity College di Dublino per le sue opinioni sull'Islam. Il think thank britannico "Runnymede", intanto, definiva l'islamofobia "una forma di razzismo simile all'antisemitismo".