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Dagli inviti alle scuole alle lezioni in aula senza protocolli chiari: a Piacenza il caso dell’Istituto Averroè solleva interrogativi su consenso dei genitori, trasparenza e confini tra istruzione pubblica e attivismo religioso

“Per le scuole di Piacenza che fossero interessate a visitare la moschea contattateci in Dm”: è questo il post choc postato dall’Istituto di Studi Islamici Averroè, che propone corsi in cui la materie principali sono “ADAB, AKHLAQ, SIRA, FIQH, HADITH, TARIKH, AQIDAH, DUA’, CORANO”. Insomma, lezioni di Islam che, attenzione, sono state proposte anche a bambini di due quinte elementari delle scuole di Pontenure (Comune nel piacentino) e anche presso il liceo Melchiorre Gioia e il Liceo Statale Colombini. Ma i genitori sono a conoscenza di queste lezioni? È stata chiesta una forma di consenso alle famiglie, soprattutto se si tratta di scuole elementari in cui i bambini cominciano la loro formazione? Il punto è che sono proprio loro a spiegare che come missione hanno quella di portare la conoscenza “non soltanto nella moschea o nell’istituto, ma anche nelle scuole di Piacenza”. Infatti, aggiungono, “una delle nostre attività e andare nelle classi che ci invitano, all’interno dei corsi di religione o storia dell’arte, e parlare dell’Islam agli studenti”. E chi è che, stranamente, ha ripreso la loro iniziativa? Addirittura Al Jazeera, un’emittente finanziata con i soldi del Qatar e che, come riporta anche il Centro di informazione sull'intelligence e il terrorismo Meir Amit è “controllata dalla famiglia reale del Qatar, è uno dei media più importanti del mondo arabo. Per anni ha promosso i programmi dell'Islam sunnita radicale, compresi quelli di Hamas”. Una vasta risonanza per una piccola realtà come quella di Piacenza. O forse siamo davanti a una realtà centrale nella narrazione dell’islam in Italia? La scuola coranica, peraltro, ha sede all’interno del centro culturale islamico su cui Il Giornale sta concentrando una delle sue inchieste, il medesimo che ha perorato raccolte fondi in sostegno della Abspp, l’associazione di Mohammad Hannoun, il giordano filo Hamas in carcere con l’accusa di finanziamento nei confronti dell’organizzazione terroristica. Come si concilia questo mondo con quello dell’istruzione? E, soprattutto, con la laicità dello Stato?