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Si è espresso l'organo ecclesiastico per replicare all'inchiesta fatta da questo quotidiano sul pericoloso fenomeno di islamizzazione che coinvolge anche le scuole
Il Giornale è da tempo impegnato nella denuncia di un forte incremento dell'islamizzazione, spinto anche da iniziative che partono dalle scuole e dalle istituzioni. Uno degli ultimi reportage in tal senso riguarda Piacenza e i legami delle scuole con uno dei centri islamici locali. Un'iniziativa che ha fatto molto discutere, di cui si è parlato anche a livello nazionale, che ha visto la risposta della locale diocesi, in netta contrapposizione.
"Sostenere che sia in corso una 'islamizzazione' di Piacenza pare proprio una provocazione volta ad alimentare paure", hanno dichiarato Claudio Ferrari, direttore Ufficio diocesano Scuola, padre Mario Toffari, direttore Ufficio diocesano Migranti, Emanuele Vendramini, direttore Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso rispondendo proprio all'inchiesta di questo quotidiano. La realtà, secondo loro, "è molto più complessa" e "non può essere svilita con slogan ad effetto". Anzi, gli esponenti della diocesi vicentina sostegono che "storicamente si sono sviluppate nella nostra realtà settori produttivi che hanno attratto persone, lavoratori che svolgessero mansioni non più “gradite” dai piacentini. Queste persone che contribuiscono al Pil e allo sviluppo economico della nostra provincia hanno evidentemente una storia, una cultura, una lingua, una religione (così come i nostri nonni o parenti che sono andati a lavorare in Belgio, Argentina, Svizzera o Francia), portavano le loro tradizioni e la loro cultura".






