Mangerò più sano, andrò al lavoro in bici, leggerò almeno un libro al mese. La classica “lista dei buoni propositi” per il nuovo anno ci fa davvero bene. Parola dello psicoterapeuta Stefano Pischiutta
a cura di Enrica Brocardo
“L’inizio di ogni anno segna un momento di rinascita, una fase in cui ci si ritrova e ci si apre a nuove possibilità. Fare una lista di buoni propositi è positivo, perché ha a che fare con la progettualità e perché riporta al sé, a quella sorta di ordinatore interno che tutti noi abbiamo e ci guida”, spiega Stefano Pischiutta, psicoterapeuta e saggista. “Il fatto che le persone proprio durante le festività si prendano del tempo per pensare non è solo legato alla pausa dal lavoro. Dopo il solstizio d’inverno lentamente comincia il risveglio della natura ed è nell’inizio di un nuovo ciclo che inconsciamente si rispecchia il nostro desiderio di cambiamento. Un processo creativo che può partire da un bilancio dell’anno concluso – anche per questo gennaio è un mese particolarmente favorevole – e dal desiderio di correggere gli errori che si ritiene di aver commesso”. L’esperto continua: “L’abitudine di fare propositi cade in un periodo che di per sé è rituale, una manifestazione esterna del ritmo interiore di cui abbiamo bisogno per stare bene. I giorni di vacanza offrono l’opportunità di condividere con amici e parenti i propositi che si intendono realizzare e questo, da un lato, accresce il senso di responsabilità e, dall’altro, può essere un modo per creare una rete di supporto cui ricorrere nei momenti di difficoltà. Inoltre le festività possono essere l’occasione per incontrare più persone del solito e quindi, aprire gli occhi su ciò che accade nelle vite degli altri, guardarsi intorno con maggiore calma e consapevolezza e ‘allenare’ noi stessi a ciò che vogliamo introdurre nei mesi che verranno. Il consiglio è di farlo a piccoli passi, senza sforzo, dal momento che ogni cambiamento è più facile se realizzabile senza stravolgere del tutto la routine. Dopo essersi chiesti: ‘Com’è la persona che voglio diventare?’, fare un esercizio di immaginazione può essere quindi utile, perché visualizzare i successi futuri e il modo in cui influenzeranno positivamente la nostra vita aumenta anche la motivazione”.








