Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
25 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 9:00
Chi se lo immagina asceta di ferro, pronto a passare il Natale a digiuno sorseggiando tisane tiepide, resterà deluso. Franco Berrino sorride: “Lo passerò con primo, secondo e dolce, con crema, e del vino”. Dopo che il noto epidemiologo ha riferito al Corriere della Sera il suo Natale ideale, gli ho chiesto di racconarmelo personalmente, visti i tanti anni di collaborazione editoriale che ho avuto l’onore di condividere con lui. E insomma, quello che viene fuori non è tanto il manifesto della redenzione gastronomica, ma semplicemente un Natale da trascorrere “Con criterio, si festeggia nel rispetto della tradizione e della salute”. Tradotto: sì, sgarra., ma “alla Berrino”.
Il suo pranzo comincia da un atto d’amore e di memoria: i tortelli di zucca della nonna. Il ripieno è cambiato (“il parmigiano l’ho sostituito con tofu e gomasio”); e come ho pensato subito, la farina pure: “Niente 00, uso la tipo 2 o l’integrale setacciata”; il condimento definitivamente traslocato dal burro al miso-tahini. Eppure, l’immagine è tenerissima: Berrino che rilegge l’infanzia in chiave macrobiotica, ma senza perdere il sorriso. “Sono buonissimi”, assicura l’epidemiologo.
















