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24 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 12:44
Il bando imposto dall’amministrazione di Donald Trump contro l’ex commissario europeo Thierry Breton e altri quattro funzionari europei apre uno scontro politico con pochi precedenti tra Stati Uniti e Unione. E in Francia compatta un fronte trasversale che va dalla sinistra al Rassemblement National. La decisione di vietare l’ingresso negli Usa a uno dei principali artefici della regolazione europea dei colossi del web viene letta come un attacco diretto alla sovranità normativa dell’Ue e un segnale politico che va ben oltre il caso individuale.
“La Commissione Europea condanna fermamente la decisione degli Stati Uniti”, scrive l’esecutivo Ue in una nota. “La libertà di espressione è un diritto fondamentale in Europa e un valore fondamentale condiviso con gli Stati Uniti in tutto il mondo democratico”. Il presidente francese, Emmanuel Macron, sui social parla senza mezzi termini di “intimidazione e nella coercizione nei confronti della sovranità digitale europea”. Evocando, tra le righe, la possibilità di ricorrere al mai utilizzato strumento anti coercizione che consentirebbe di limitare l’accesso dei gruppi Usa ai mercati finanziari europei e persino introdurre restrizioni sui diritti di proprietà intellettuale. “La normativa digitale dell’Unione Europea è stata adottata a seguito di un processo democratico e sovrano dal Parlamento europeo e dal Consiglio”, ricorda Macron. “Si applica in Europa per garantire una concorrenza leale tra le piattaforme, senza prendere di mira alcun paese terzo, e per far rispettare online le regole che già si applicano offline”.











