WASHINGTON. Era nel mirino dell'amministrazione di Donald Trump da tempo. Da quando, assieme a Margrethe Vestager, costruì un solido arsenale normativo per tutelare l'Europa dalle big tech americane. Adesso il dipartimento di Stato ha attaccato direttamente l'ex commissario europeo Thierry Breton vietandogli il visto americano con l'accusa che la sua legge, Digital Services Act, ha danneggiato gli interessi americani.

Oltre a lui sono stati sanzionati i rappresentanti di quattro Ong europee che per Washington, lavorano con agenti di Paesi stranieri per "censurare" i cittadini e le aziende a stelle e strisce. «Il dipartimento di Stato ha intrapreso azioni decisive contro cinque individui che hanno guidato iniziative organizzate per costringere le piattaforme Usa a censurare, demonetizzare e sopprimere opinioni americane a loro sgradite», si legge nella nota dell'Agenzia guidata da Marco Rubio nella quale le persone colpite vengono definite «attivisti radicali che hanno promosso la repressione della libertà di espressione».

«Per troppo tempo - ha commentato il segretario di Stato americano su su X – gli ideologi europei hanno condotto sforzi coordinati per costringere le piattaforme Usa a sanzionare le opinioni dei suoi cittadini con le quali non concordano». «L'amministrazione Trump non tollererà più questi palesi atti di censura extraterritoriale», ha aggiunto.