Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato le misure di restrizione dei visti adottate dagli Stati uniti contro Thierry Breton e altri quattro cittadini europei, definendole “atti d’intimidazione e coercizione”.

“Queste misure costituiscono atti di intimidazione e di coercizione volti a minare la sovranità digitale europea”, ha scritto Macron su X, sottolineando che “le normative digitali dell’Unione europea sono state adottate attraverso un processo democratico e sovrano dal Parlamento europeo e dal Consiglio”.

Gli Stati Uniti hanno annunciato il 23 dicembre le sanzioni contro cinque personalità europee impegnate in una rigorosa regolamentazione del settore tecnologico, vietando loro l’ingresso nel Paese. Tra le persone colpite dalle misure anche l’ex Commissario europeo Thierry Breton. Il Dipartimento di Stato ha giustificato le sanzioni affermando che le loro azioni equivalgono a una “censura” a scapito degli interessi americani. “Per troppo tempo, gli ideologi europei hanno condotto sforzi coordinati per costringere le piattaforme americane a sanzionare le opinioni americane a cui si oppongono”, ha dichiarato il Segretario di Stato americano Marco Rubio su X. “L’amministrazione Trump non tollererà più questi palesi atti di censura extraterritoriale”, ha aggiunto. Thierry Breton è stato Commissario europeo per il mercato interno dal 2019 al 2024, con ampie responsabilità, in particolare in materia digitale e industriale. Tra le altre personalità sanzionate figurano rappresentanti di Ong che combattono la disinformazione online e l’incitamento all’odio, tra cui Imran Ahmed, Clare Melford, Anna-Lena von Hodenberg, fondatrice di HateAid, una Ong tedesca, e Josephine Ballon, della stessa associazione.