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Ultimo aggiornamento: 10:57

Che cosa è successo ai rapporti industriali euro-russi dopo il 2022? Esiste la possibilità che contenziosi milionari possano sfuggire dal controllo dei regolatori? E come si potrà intervenire per sanare future sbavature? Il caso Maire-EuroChem si colloca nel bel mezzo di queste contrapposizioni e racconta di un caso su cui si vedono moltiplicare le insidie che, di fatto, potrebbero diventare strumenti di pressione, in un momento caratterizzato dalla fortissima tensione internazionale.

Maire S.p.A., brand dell’ingegneria industriale italiana, è giunta allo scontro giudiziario con il gruppo russo-svizzero dei fertilizzanti EuroChem riguardo progetti avviati in Russia prima del 2022. Nello specifico, la controllata russa EuroChem Severo-Zapad 2 ha presentato esposti all’ente regolatore finanziario italiano Consob e alla Commission de Surveillance du Secteur Financier (CSSF) del Lussemburgo, in cui si imputa a Maire una presunta carenza informativa verso il mercato sull’entità dei rischi legali legati alle cause che sono in corso in Russia. Il nodo della questione riguarda la costruzione, congelata, di un grande complesso chimico nell’area di San Pietroburgo, interrotto nel 2022 a seguito delle sanzioni europee contro Mosca per il quale EuroChem ritiene che l’esposizione potenziale supererebbe i quattro miliardi di euro.