Per il secondo anno di fila, la Francia dovrà ricorrere a una legge finanziaria speciale per evitare che la macchina pubblica si blocchi. La priorità è scongiurare il blocco, non essendoci un'intesa in Parlamento sulla prossima Manovra. Senza un budget, il rischio è che tutto si paralizzi.

Di fatto fallito l'ultimo tentativo di trovare un'intesa tra le forze politiche, il primo ministro Sébastien Lecornu si troverà costretto a varare quello che in Italia è chiamato «l'esercizio provvisorio». L'ultimo presidente del Consiglio italiano a dover ricorrere a questo strumento fu Giovanni Goria, nel lontano 1988. A Parigi invece va in replica quanto già accaduto dodici mesi fa. Come a fine 2024, anche quest'anno la seconda economia dell'Unione europea non è riuscita a trovare un'intesa sulla legge di Bilancio e quindi dovrà congelare il proprio budget. Fermi eventuali nuovi stanziamenti o aumenti di spesa. Incertezza anche dal punto di vista fiscale per i contribuenti, che non potranno avere un quadro certo. Il ricorso alla legge finanziaria speciale nel 2025, secondo le stime di Bercy – come è chiamato il ministero delle Finanze francese –, è già costato all'economia d'Oltralpe 12 miliardi di euro. Metà della crescita andata persa, metà per via delle misure di bilancio che non è stato possibile attuare a causa della mancata adozione del budget nei tempi previsti.