Sébastien Lecornu riprende in mano la situazione. Il primo ministro francese non rinuncia alla sua strategia di affidare al Parlamento la responsabilità dell’approvazione e in parte della stessa stesura dei due bilanci francesi, ma non intende lasciare il Paese alla deriva dopo il no quasi unanime alla parte “ricavi” della Finanziaria relativa allo Stato in senso stretto (l’altra riguarda la Sécurité sociale, il welfare).
«Rompere i ponti» con la propaganda elettorale
Il primo ministro vuole «evitare il blocco», e invita quindi deputati e senatori a «difendere il Parlamento», rinunciando a parlare di Loi speciales per l’esercizio provvisorio, di ordonnances (strumenti d’emergenza “governativi”) e di «fallimento». Chiede loro anche di «rompere i ponti» con «certi partiti politici e certi candidati alle elezioni presidenziali» per i quali «il compromesso non è compatibile con la loro strategia elettorale», ha detto con un riferimento esplicito alla France Insoumise e al Rassemblement National: un fenomeno, questo, non immune secondo Lecornu da un certo «cinismo», che richiede quindi la «vigilanza della governo» per assicurare la coerenza della Finanziaria: «La troveremo subito nella seconda lettura all’Assemblée e al Sénat», ha spiegato ieri in un punto stampa.






