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Prima che iniziasse il percorso di approvazione della legge di bilancio, il governo aveva fissato il 15 dicembre come prima data utile per far arrivare il provvedimento in aula del Senato. Siamo al weekend del 20, e la commissione bilancio del Senato ha chiuso solo sabato sera la discussione del testo: vuol dire che la legge non arriverà in aula prima del 22, per poi passare alla Camera entro il 30 dicembre, il giorno prima della scadenza finale. Se la legge non viene approvata entro il 31, infatti, entra in vigore l’esercizio provvisorio, un regime in cui non si possono decidere nuove spese ma se ne possono autorizzare solo alcune basate sul bilancio dell’anno precedente.
Questo è ancora uno scenario poco plausibile, ma erano diversi anni che l’Italia non ci andava così vicino.
Il ritardo di quest’anno è notevole anche per gli standard abituali. C’è sempre un po’ di affanno nell’approvazione della manovra finanziaria, visto che è il provvedimento con cui il governo stabilisce come spenderà i soldi nell’anno successivo: i partiti cercano sempre di spuntare misure a favore loro e dei loro elettorati di riferimento, tra baruffe e litigi anche interni alle maggioranze parlamentari. Quest’anno, però, il caos è stato ancora maggiore del solito, soprattutto negli ultimi giorni.
















