CONEGLIANO (TREVISO) - Morire costa e, dal 2026, a Conegliano, esigerà 244 euro in più. Si tratta della nuova tariffa applicata quando una persona verrà a mancare nella propria abitazione oppure in un luogo pubblico. Per questi casi esiste l'obbligo che il deceduto venga posto in osservazione in una camera obitoriale, ma il comune di Conegliano non dispone di tale struttura e, giocoforza, deve avvalersi di quelle dell'Usl 2.
Durante il consiglio comunale di giovedì, si parlato della tariffa introdotta dall'Usl 2, 200 euro, oltre Iva, a salma. Il conteggio è già scattato, l'andamento del servizio ha visto delle spese di circa 30mila euro, il costo viene sostenuto indipendentemente dallo stato di bisogno. Il comune ha ritenuto di introdurre appunto la nuova tariffa, affinché la spesa non gravi sulle casse comunali; è stata decisa la gratuità per le persone indigenti, i defunti soli o quelli per i quali i familiari non ritengono di provvedere.
Sia dai banchi della minoranza che dalla stessa maggioranza, sindaco Chies compreso, ci si è trovati d'accordo sulla necessità di controllare il servizio che viene erogato. Secondo quanto ha riferito il consigliere Giovanni Maccarrone di Noi Democratici, esso non è adeguato. «È un balzello che ci viene dato non avendo noi la sala ha evidenziato Maccarrone - Io metto il dito in una situazione che è quella del servizio che viene offerto dall'Usl. Mi sono informato, il servizio è andato a decadere, soprattutto dopo che alcuni dipendenti dell'obitorio si sono dimessi e per un periodo piuttosto lungo non hanno trovato, se non temporaneamente, delle persone. Da quello che so io, per esempio, si rifiutavano di ricomporre determinate salme. È una situazione molto delicata, nella quale l'Usl non interviene in maniera adeguata. I cittadini generalmente si lamentano di ciò che sta succedendo all'obitorio di Conegliano». Francesca Di Gaspero, sempre di Noi Democratici, ha osservato che la gratuità introdotta, pur apprezzabile, non è sufficiente.







