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Giorgio Rossetto, parlando a Radio Onda d'Urto, ha affermato che "c'è la possibilità di lavorare ad un logoramento dello schieramento avversario"

Torino si prepara a una giornata di scontri e violenza. Oggi pomeriggio alle 14.30 è prevista la manifestazione indetta dai collettivi “L’Aska non si tocca!” contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. I mondi della sinistra antagonista stanno confluendo in Piemonte per dar vita a un corteo per le vie della città che si preannuncia ad alta tensione.

A dirlo senza giri parole è il leader di Askatasuna Giorgio Rossetto che, intervenendo a Radio Onda d’Urto mentre si trova agli arresti domiciliari accusato dalla procura di essere vertice di un’associazione a delinquere (ma assolto in primo grado), ha affermato: “Spero che la risposta allo sgombero sia adeguata. La scelta della questura prima delle feste è avventata, c’è la possibilità di tenere il fiato sul collo, in modo che sia lo stesso fiato sul collo che si tiene sulle montagne della Val Susa, ai cantieri, e penso che ci siano i margini anche nella zona di Vanchiglia, la zona dell’Askatasuna, per poter lavorare ad un logoramento dello schieramento avversario”. Tradotto: “faremo di Torino la nuova Val Susa”.