Un romanzo intrigante e imprevedibile, sul confine tra rosa e noir, che inizia in modo apparentemente ameno, come può esserlo una vacanza al mare, per poi trascinare il lettore, pagina dopo pagina, con la fine regia letteraria di chi sa muovere emozioni e sentimenti, in una dimensione profonda, che scava nell’animo aprendo inquietanti scenari. “Il raccoglitore di foglie”, ultimo libro di Antonietta Vincenzo, naturalista autrice di testi di narrativa e di divulgazione scientifica, è incentrato sulla figura di Giacomo, psicologo alla spasmodica ricerca di una ispirazione per scrivere il suo primo romanzo: l’occasione buona si presenta durante una vacanza estiva trascorsa nella casa natale, colma di ricordi, dove viene a trovarsi, suo malgrado, coinvolto in una serie di vicende misteriose, la cui origine fa risalire al periodo dell’infanzia. È una storia di amicizia e di ricordo, un romanzo di profonda introspezione psicologica, che crea paesaggi interiori con abilità letteraria, tra riflessioni sullo scorrere del tempo, sulla profondità umana, sui misteri della psiche. L’estro letterario e la varietà dei temi, impreziositi dal fascino dell’introspezione e da uno stile narrativo raffinato e intrigante, sono gli aspetti dell’opera della Vincenzo più apprezzati dalla critica di settore. «Questo libro – svela l’autrice - scritto in contemporanea con “L’imprevedibile all’improvviso”, è lo specchio di una società senza emozioni, che nasconde atroci segreti. Un viaggio nell’abisso umano, dentro il lato oscuro delle persone».