«Abbiamo visto come una nave civile con 650 passeggeri a bordo attraverso un attacco hacker può trasformarsi in uno strumento potenzialmente distruttivo: pensate se quella nave portava gas o petrolio, una volta che uno ne prende il comando può portarla dove vuole».
A dirlo non è un politico qualsiasi ma il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Evidentemente preoccupato per il tentativo di attacco hacker a una nave Gnv nel sud della Francia. Su cui in Italia indaga la Procura di Genova.
Quattro accessi ripetuti nel tempo, tramite mini personal computer, e sempre quando il traghetto Fantastic era ormeggiato a Sete, nel sud della Francia. Il primo il 28 settembre, il secondo e il terzo il 7 e l’11 novembre, l’ultimo il 4 dicembre.
Quattro intrusioni nei sistemi di bordo della nave documentate dalla società specializzata in cybersicurezza Yarix (è italiana, sede a Treviso) e su cui hanno lavorato gli agenti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica (Cosc) della Liguria, dopo una denuncia presentata dalla stessa Gnv alla Procura di Genova.
I poliziotti della Postale così hanno piazzato una telecamera dentro il Fantastic e hanno visto con i propri occhi quello che già risultava consultando gli accessi ai computer di bordo: il marinaio lettone Maksims Serins, con guanti alle mani, entrare e armeggiare con gli hardware. Da qui l’ipotesi di un malware di tipo “Rat” (Remote Access Tool) in grado di controllare i sistemi di navigazione.













