Tre arresti tra Italia e Spagna. E la caccia al capo. Che si sarebbe rifugiato a Mosca
La procura nazionale antimafia indaga su un’azione di spionaggio internazionale collegata alla Russia. Che parte dalle informazioni carpite dal sistema informatico di due traghetti di Grandi Navi Veloci (Gnv). E finire sui server di un gruppo hacker filorusso. Due marittimi lettoni hanno ricevuto qualche migliaio di euro per bucare i sistemi. Con l’obiettivo di prendere i comandi a distanza dei traghetti tramite i dispositivi elettronici installati di nascosto, anche se non è certo che il gruppo fosse capace di arrivare a questo.
Gli hacker di Gnv
Il Corriere della Sera racconta che il capo dell’operazione è un altro cittadino lettone di 40 anni che ora è a Mosca. Un suo connazionale è stato arrestato una settimana fa in Spagna su mandato della procura di Genova per il reato di accesso abusivo a sistema informatico. La storia comincia a dicembre 2025 con la denuncia di Gnv al Centro di sicurezza cibernetica della polizia postale ligure. L’indagine è seguita dal Comitato di analisi strategica antiterrorismo. Gli arrestati sono due ragazzi lettoni di 24 e 25 anni, fermati sei mesi fa sulle navi Fantastic e Bridge. Il primo al porto francese di Sète, il secondo in quello di Napoli. Poi c’è il complice rintracciato in Spagna. Che era il collegamento con il capo.







