Istruzione e socialità.
Sono questi i due temi cardine che hanno guidato la decisione dei giudici dell'Aquila sul ricorso contro l'ordinanza di sospensione della responsabilità genitoriale da parte di Nathan e Catherine, i genitori angloaustraliani dei tre bimbi che vivevano nel bosco a Palmoli, in Abruzzo.
Da quasi un mese, ormai, gli assistenti sociali stanno tenendo sotto osservazione i minori nella casa famiglia di Vasto, dove è ospitata anche la mamma alla quale è concesso di vedere i figli tre volte al giorno, a colazione, pranzo e cena. Pur registrando dei miglioramenti, le relazioni cristallizzano però una situazione al limite, con uno scarso grado di alfabetizzazione dei minori, in particolare della bimba di 8 anni, ma anche di poca igiene personale.
Si tratta di "deprivazioni" dovute alla situazione socio-ambientale in cui i bimbi hanno vissuto fino al 20 novembre scorso, data in cui sono stati traferiti nella struttura protetta. Secondo quanto scritto dai servizi sociali, nei primi tempi i minori, che comunque si sono sempre trovati a loro agio nella casa famiglia, erano restii alla doccia o ad osservare regole base dell'igiene personale, non volendo per esempio usare i saponi messi a disposizione dalla struttura.













