VASTO – Il volto di Nathan, ieri in visita alla famiglia nella struttura protetta di Vasto, lo faceva intuire. Questa mattina la Corte d'Appello dell'Aquila ha reso pubblico il rigetto del reclamo dei legali contro l'ordinanza del Tribunale per i minorenni dell'Aquila, che aveva sospeso la responsabilità genitoriale del padre, appunto, Nathan Trevallion, inglese di Bristol, e della madre Catherine Birmingham, lei australiana di Melbourne. Come disposto il 13 novembre scorso, i tre figli di 8 e 6 anni restano nella casa famiglia alla periferia di Vasto. Niente Natale nella casa in comodato di Palmoli: sarà sempre Nathan, se il Tribunale lo consentirà, a trascorrere le festività nella struttura protetta.

I legali della famiglia Trevallion-Birmingham erano convinti di farcela: “Abbiamo dato tutte le disponibilità, i genitori collaborano”. Ma ancora larghe erano le distanze con il punto di vista dei giudici del Tribunale, che hanno chiesto più tempo per vedere i progressi di bambini illetterati, giunti in struttura poco puliti e poi in quelle stanze sorpresi dai vestiti profumati, gli interruttori elettrici, il soffione della doccia.

La madre resta con loro, e può vederli, per ora, tre volte al giorno, colazione, pranzo e cena. E’ proprio su di lei e sul suo ruolo che i giudici – sia del Tribunale che della Corte d’Appello – nutrono dubbi. Sulle sue ossessioni ambientali: “I bambini devono usare uno spazzolino con i crini d’asino”, ha insistito con gli educatori, che invece fin dall’inizio hanno offerto strumenti per la pulizia dei denti in plastica. Cate continua a parlare di “libertà di educazione”, ma due corti, finora, hanno accolto il punto di vista dell’assistente sociale e della stessa curatrice, Marika Bolognesi.