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19 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 18:57

Venerdì 19 dicembre 2025, l’IsICult Istituto italiano per l’Industria Culturale (ente di ricerca indipendente nell’ambito delle politiche culturali, le economie mediali, le dinamiche sociali) ha denunciato il perdurante blocco dei pagamenti da parte del Ministero della Cultura nei confronti delle imprese del settore dello spettacolo e del cinema-audiovisivo, a causa di un improprio ruolo di “esattore” assunto da alcuni mesi dalle due direzioni generali Mic competenti.

In diversi casi, ne sono scaturiti pignoramenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, sulla base di due articoli del Dpr n. 602 del 1973: l’art. 48-bis, che impone alle Pubbliche Amministrazioni, prima di effettuare pagamenti superiori a 5.000 euro, di verificare se il beneficiario è inadempiente verso l’Erario per cartelle esattoriali scadute; se l’inadempienza esiste, la Pa blocca il pagamento e segnala la posizione ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER), che può avviare il “pignoramento presso terzi”, ex art. 72-bis. Si tratta dello stesso controverso art. 48-bis, che, nella gestazione della Legge Finanziaria per l’anno 2026, verrebbe esteso anche ai pagamenti verso i professionisti, inclusi i commercialisti, che di fatto erano anche loro in qualche modo esentati da questa verifica… I commercialisti sono sul piede di guerra e non è ancora chiaro cosa accadrà in sede di approvazione definitiva della Manovra.