Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 14:43
Sembra in via di soluzione uno dei problemi che attanagliano il settore culturale italiano: nella giornata di martedì 10 febbraio 2026 ho manifestato il mio apprezzamento per la risoluzione (Atto Senato n. 7-00035) depositata dal Movimento 5 Stelle in Senato (Commissione Finanze), primo firmatario Mario Turco (che è anche Vice Presidente del M5s), che impegna il ministro dell’Economia e Finanze e il ministro della Cultura a superare il perdurante blocco dei pagamenti nei confronti delle imprese del settore dello spettacolo e del cinema-audiovisivo. La proposta di risoluzione è cofirmata dai senatori Marco Croatti e Barbara Floridia (Presidente della Commissione Vigilanza Rai) per il M5s, da Cecilia D’Elia e Cristina Tajani per Pd, e da Tino Magni per Avs.
Il blocco è stato determinato da un improprio ruolo di “esattore” assunto, dalla fine di marzo 2025, dalle due direzioni generali del Ministero della Cultura competenti. In molti casi, ne sono scaturiti pignoramenti da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader). La tagliola ha colpito tutti indiscriminatamente, grandi e piccoli.
La presa di posizione è stata rilanciata dalle agenzie stampa (da AgCult a 9colonne per arrivare all’Ansa): in effetti, si tratta di un problema che l’IsICult (Istituto italiano per l’Industria Culturale) è stato tra i primi a denunciare, anche su questo blog.







