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Ultimo aggiornamento: 19:55

La notizia serpeggia negli ambienti del sistema cinematografico e audiovisivo, ma non è ancora esplosa nella sua dirompente dimensione: da qualche giorno, la Direzione Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, assieme alla consorella Direzione Spettacolo (teatro, musica, danza…), ha deciso di attivare una procedura amministrativa secondo la quale, per ogni pagamento ministeriale superiore a 5.000 euro, chiede una verifica all’Agenzia delle Entrate, la quale, prima che il bonifico ministeriale venga perfezionato a favore del beneficiario, in caso di pendenze tributarie si attiva tempestivamente con un pignoramento “contro terzi” (ovvero il Ministero stesso).

Di fatto, tutti i soggetti che operano con le due direzioni generali (Dgca e Dgs) sono sottoposti al rischio di questa tagliola. I primi pignoramenti sono già scattati.

Si prevede che nelle prossime settimane centinaia di operatori del settore, dai grandi produttori alle piccole associazioni culturali, soffriranno le conseguenze di questa decisione, che è amministrativa ma al contempo politica. La politica culturale si sostanzia infatti anche nelle pratiche amministrative, nelle procedure, nelle prassi. La decisione è stata assunta qualche giorno fa, ma non ve ne è ancora alcuna pubblica evidenza. È emersa semplicemente perché alcuni “pignorati” ne hanno già sofferto le conseguenze.