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Ultimo aggiornamento: 12:39
di Francesco Valendino
Bisogna ammirarli, questi euro-fenomeni. Hanno quella faccia di bronzo lucidata a specchio che consente loro di uscire da un palazzo in fiamme gridando “Che bel calduccio abbiamo creato!”. La scena andata in onda a Bruxelles è degna di una commedia all’italiana, se non fosse che il conto, alla fine, lo paghiamo noi.
I fatti, depurati dalla melassa dei giornaloni che ormai riscrivono la realtà meglio di Orwell, sono semplici. Ursula von der Leyen e il Cancelliere tedesco Friedrich Merz dovevano portare a casa lo scalpo dell’Orso: 210 miliardi di asset russi congelati per finanziare Kiev. “Pagherà Putin!”, tuonavano fino a ieri mattina. Invece, dopo quattro ore di psicodramma a porte chiuse, senza telefonini (come i carbonari o i liceali in punizione), hanno partorito il topolino. Anzi, il debito.












