Sei anni di gogna mediatica. Da una parte il processo Open Arms, con lo strascico del ricorso in Cassazione e l’assoluzione definitiva per Matteo Salvini dell’altro ieri. In contemporanea, il fango di articoli e inchieste che secondo le procure sarebbero state montate ad arte con dossier "fabbricati" all’Antimafia da Striano&Co. Un "trattamento speciale" prolungato nel tempo con cui la Lega e il suo leader hanno dovuto a lungo fare i conti. Ora che la verità è stata ristabilita, il vicepremier fissa già l’orizzonte alla prossima legislatura. «Un ritorno al Viminale? Noi abbiamo oggi 236 miliardi di cantieri aperti, sono un testone e voglio finire bene il lavoro che ho cominciato. Se gli italiani ci risceglieranno nel 2027, sicuramente occuparmi di ordine pubblico, lotta alla mafia, alla droga e ai trafficanti di esseri umani, è qualcosa che ho fatto con discreti risultati da ministro dell’Interno e potrei tornare assolutamente a fare», dice ai microfoni di Rtl 102.5.
Open Arms e dossier, 6 anni di gogna. Ora Salvini “scollina” e guarda al 2027
Sei anni di gogna mediatica. Da una parte il processo Open Arms, con lo strascico del ricorso in Cassazione e l’assoluzione definitiva per Matte...












