Dopo la conferma in Cassazione dell'assoluzione di Matteo Salvini nel processo Open Arms, a parlare è l'avvocato Giulia Bongiorno. In un'intervista a IlGiornale spiega perché l'ex ministro degli Interni non sarebbe dovuto andare alla sbarra: "Non sarebbe dovuto iniziare perché sarebbe stata sufficiente la coerenza di chi, fino al giorno prima, aveva rivendicato l’azione del governo Conte 1 per non innescare un processo basato, come è evidente, sul nulla. Per il caso Diciotti il Senato aveva negato l’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini, in quel momento il governo giallo-verde era compatto... Su Open Arms c’è stato un repentino cambiamento, e hanno votato contro. È un caso che nel frattempo fosse caduto il governo Conte 1? Anche dopo la scelta del Senato, questa vicenda avrebbe dovuto essere chiusa almeno al momento dell’udienza preliminare".
A questo punto però la Bongiorno mette in chiaro le cose: "Erano accuse surreali. Si è ipotizzato che Salvini avrebbe dovuto far sbarcare i migranti che viaggiavano a bordo di una ong con bandiera spagnola che aveva effettuato i salvataggi in autonomia, e mai in acque territoriali italiane. È stato provato che l’Italia non avrebbe affatto dovuto concedere il Pos e che il comandante avrebbe avuto numerose opzioni per fare sbarcare i migranti, ma il suo obiettivo era farli sbarcare sul nostro territorio. È negli atti che, pur potendo raggiungere la Spagna, Stato di bandiera e di primo contatto, la nave “bighellonava”. Questo verbo ha suscitato polemiche, ma è quello usato dalle Autorità maltesi. Servirebbe una riflessione politica su quella ostinata volontà di sbarcare solo in Italia".














