Bufera in maggioranza sulla proposta di legge targata FdI che riforma i condomini.

Amministratori laureati e iscritti a un albo, nuove figure di revisori, divieto di pagamenti in contanti: questi i punti nevralgici della pdl firmata da Elisabetta Gardini e da altri dieci deputati meloniani.

Ma sono tante le critiche al testo, che mettono nel mirino soprattutto l'articolo 7 in cui si prevede che i creditori possano "agire sulle somme disponibili sul conto corrente condominiale per l'intero credito vantato e, in via sussidiaria, sui beni dei condomini nella misura della morosità di ciascuno". "Per il residuo debito, - si aggiunge nel testo - i creditori possono agire nei confronti dei condomini in regola con i pagamenti".

Un passaggio contro cui si scagliano le opposizioni, ma che agita anche i partiti di governo. Netto l'altolà della Lega alla proposta, mentre FI rilancia con una sua pdl. E una brusca frenata arriva anche dal capogruppo di FdI Galeazzo Bignami. "Trattandosi di una proposta in discussione come molte altre, - sottolinea - è indispensabile un confronto tra tutti i soggetti interessati in grado di costruire una posizione di buon senso a tutela della casa degli italiani, senza la quale Fratelli d'Italia ritiene che non potrà proseguire il suo iter".