Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
17 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 18:37
In arrivo novità rilevanti per i condomini italiani. Niente più pagamenti in contanti, gli amministratori dovranno essere laureati, stretta sui rendiconti e possibilità per i creditori di rivalersi sui tutti i condomini, non più solo sui morosi. È quanto prevede la proposta di legge di riforma della normativa sui condomini – approdato oggi alla Camera dei deputati – presentato da Fratelli d’Italia a prima firma Elisabetta Gardini. Una riforma (13 anni dopo la prima) che, in 17 articoli, contiene alcune importanti novità e che ha già provocato anche qualche polemica. Numerose le norme anche sulla regolarità contabile, che per i condòmini si tradurrà in un aumento delle spese. Ecco le principali novità della proposta.
Il cuore della riforma è quello dello stop dell’amministratore di condominio “fai-da-te”, per introdurre una figura professionale riconosciuta, con responsabilità concrete e reali poteri di intervento. L’assunto di partenza – come viene raccontato nella scheda di presentazione della pdl – “risulta ormai anacronistica la figura del condomino-amministratore privo di qualsivoglia formazione, il quale non può più garantire gli interessi del condominio e degli altri soggetti coinvolti, ancor meno quelli economico-sociali, e che ciò nonostante ancora oggi può occuparsi della gestione di immobili anche molto complessi, con i conseguenti e gravosi carichi di responsabilità”. Così l’amministratore dovrà essere laureato: “Laurea anche triennale, in materie economiche, giuridiche o scientifiche e tecnologiche”, si legge. Ma viene previsto anche un nulla osta che salvaguarda chi, alla data di entrata in vigore della legge, risulta già iscritto ad albi, ordini o collegi dell’area economica, giuridica o tecnica (riguarda anche geometri, periti, ragionieri). La proposta prevede anche l’istituzione di un elenco ufficiale degli amministratori di condominio al ministero delle Imprese e del made in Italy, dove sarà obbligatorio iscriversi per esercitare la professione e resterà obbligatoria anche la formazione per tutti, con criteri che vengono aggiornati.










