Il chitarrista e co-fondatore dei Subsonica, Max Casacci, si è affidato ai social per dire la sua sullo sgombero del centro sociale occupato Askatasuna: «Vanchiglia si è svegliata militarizzata, con strade bloccate, due scuole chiuse e una colonna di blindati che doppiavano per numero le sei persone presenti all’interno della palazzina di Askatasuna, attualmente nelle mani delle forze dell’ordine – scrive il musicista –. Al momento sulla questione si stanno leggendo diverse cose, in alcuni casi anche note ufficiali, che non sempre rispondono bene all’esame di realtà».

«Ciò che è evidente – ragiona –, è che oggi abbiamo assistito ad una esibizione di forza repressiva sulla quale alcuni esponenti della destra nazionale e locale hanno già fieramente appeso il cappello. Peccato che per farlo abbiano dovuto forzare i fatti a beneficio di narrativa. Non esiste una relazione diretta tra lo sgombero e la blindatura dei (al momento) due piani superiori dell’edificio, e una “ferma risposta” a recenti episodi violenti, tra cui l’irruzione nella sede della Stampa, su cui sono in corso indagini».

Gli ultimi aggiornamenti dallo sgombero

«È vero – sottolinea – che nella stessa giornata sono state fatte perquisizioni presso abitazioni di attivisti e sedi di collettivi, ma la revoca del patto di collaborazione per restituire Askatasuna al quartiere in forma di spazio sociale, aggregativo e culturale imposta dalla Prefettura (che di fatto scavalca Consiglio comunale e Giunta), è un’azione differente, che si aggrappa a ordinanze e cavilli tesi a boicottare il progetto della trasformazione dello stabile in “Bene comune”».