Conferma, numeri alla mano, il sorpasso del Mezzogiorno sul resto del Paese, un cambio di passo che lo ha trasformato nella locomotiva del Pil nazionale. Ma ribadisce anche la necessità di continuare ad avere politiche diversificate per superare decenni di divari. Luigi Sbarra, sottosegretario con delega per il Sud, risponde alle domande del direttore del Mattino, Vincenzo Di Vincenzo, concludendo l’incontro “Top 500”, andando diritto al cuore delle questioni e respingendo senza mezzi termini le riserve e le critiche di chi aveva letto nella nascita del nuovo Dipartimento per il Sud una sorta di “carrozzone clientelare”.
L’obiettivo è stato, invece, «rendere più efficaci le politiche per il Mezzogiorno attraverso una maggiore razionalizzazione e una programmazione». E, in questo quadro, annuncia, «è in fase di elaborazione un Piano strategico per il Sud, con una visione integrata e di lungo periodo». Uno dei tasselli del Piano è sicuramente la Zes Unica, che il sottosegretario legge come una storia di successo: «In meno di due anni ha portato al rilascio di quasi mille autorizzazioni per nuovi investimenti, di cui 386 dalla Campania, riducendo significativamente i tempi amministrativi da oltre 100 giorni a 40. In tutto, 5,5 miliardi di investimenti e 16 mila nuovi occupati». E il bilancio non cambia se si analizza l’impatto del credito d’imposta, che ha visto la presentazione «di circa 17mila domande di accesso al beneficio fiscale direttamente all’Agenzia delle Entrate da parte degli investitori e, su 7 miliardi di investimenti, 3,6 miliardi arrivano dalla Campania».







