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Trump ha proclamato un blocco navale sul Venezuela. Altri mezzi della US Navy arriveranno nel Mar dei Caraibi nei prossimi giorni, e per Maduro sarà l'ora della verità.

Dopo quattro mesi di lavori, che hanno portato nel Mar dei Caraibi il più imponente schieramento aeronavale della US Navy del dopo-guerra fredda (e il secondo di sempre, dopo la crisi dei missili cubani del 1962), Donald Trump ha deciso di fare un passo ulteriore nella crisi auto-creata col Venezuela: proclamare un blocco navale. Con questa mossa, che certifica le intenzioni statunitensi - non un'invasione, che a questo punto sarebbe già iniziata, ma massima pressione multifronte -, Trump sancisce l'ingresso della crisi Stati Uniti-Venezuela in una nuova fase. Ora la palla spetta a Nicolas Maduro, che, sempre più all'angolo, dovrà trovare un modo per resistere. O accettare di andarsene.

La sera del 16 dicembre, definendo l'attuale governo venezuelano "un'organizzazione terroristica straniera", che, tra le varie cose, viene accusata di "furto di assetti [statunitensi], terrorismo, contrabbando di droghe e traffico di esseri umani", Trump ha annunciato la trasformazione del cerchio di fuoco costruito nel Mar dei Caraibi meridionali in un blocco navale "totale e completo". Obiettivo: fermare il via vai di "petroliere sanzionate" che "entrano ed escono" nel e dal Venezuela.