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Il tycoon mostra i muscoli nei Caraibi. Piani Usa per il cambio di regime: per Maduro ipotesi esilio o arresto
Donald Trump sembra sempre più vicino a lanciare l'affondo sul Venezuela. Dopo aver lasciato intendere di aver maturato una decisione sulla strategia da adottare, si è consolidata la presenza militare statunitense nell'area caraibica con il posizionamento al largo del Paese della Uss Gerald R. Ford, la portaerei più grande del mondo, arrivata nella regione alcuni giorni fa. Oltre a quella che viene descritta come la «piattaforma da combattimento più letale» della Marina Usa, gli Stati Uniti hanno radunato circa 15.000 militari, insieme a più di una decina di navi da guerra, tra cui un incrociatore, un cacciatorpediniere, una nave comando di difesa aerea e missilistica, navi d'assalto anfibie e un sottomarino d'attacco. Hanno anche schierato 10 caccia avanzati F-35 a Porto Rico, diventato un hub per le forze armate americane nell'ambito della crescente attenzione ai Caraibi. Il contrammiraglio Paul Lanzilotta, al comando del gruppo d'attacco della Uss Ford, ha spiegato che ciò rafforzerà il dispiegamento di navi da guerra già numeroso per «proteggere la sicurezza e la prosperità della nostra nazione dal narcoterrorismo nell'emisfero occidentale».






