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Donald Trump: "Il presidente venezuelano catturato e portato fuori dal Paese". In campo le Delta Force degli Stati Uniti
L'operazione militare lanciata dagli Stati Uniti in Venezuela, come previsto da diversi osservatori, aveva come suo obbiettivo finale la rimozione dal potere di Nicolás Maduro. È probabile che gli attacchi di queste ore non abbiano colto totalmente alla sprovvista il dittatore venezuelano. Da mesi infatti Washington aveva rafforzato la sua presenza nell'area dei Caraibi lasciando intendere più volte anche nelle dichiarazioni ufficiali di esponenti dell'amministrazione Usa, Trump in primis, che la resa dei conti a Caracas era sempre più vicina.
Come ha scritto Trump poco fa su Truth, Maduro "è stato catturato e portato fuori dal Paese insieme alla moglie". A poco sono dunque valse le misure di sicurezza aggiuntive attuate dal successore di Hugo Chavez. A dicembre diverse fonti avevano dichiarato al New York Times che, a partire da settembre, Maduro aveva rafforzato tali misure cambiando frequentemente luogo in cui dormire e persino il cellulare per evitare che la sua posizione venisse tracciata. Così il dittatore cercava di proteggersi da un attacco di precisione o da un raid delle forze speciali americane. Per ridurre il rischio di tradimento all'interno della sua cerchia, Maduro aveva anche ampliato il ruolo delle guardie del corpo cubane nella sua scorta e aveva assegnato più ufficiali di Cuba, grande alleato del Venezuela, nell'esercito di Caracas.








