(Il Sole 24 Ore Radiocor) - In un’epoca di cambiamenti senza precedenti nei comportamenti e nelle aspettative della forza lavoro, le aziende sono chiamate a «ripensare il capitale umano in modo integrato», superando «la frammentazione dei tradizionali modelli HR basati su leve separate». Oggi bisogna «evolvere verso un ecosistema integrato in cui welfare, wellbeing, salute, talento e previdenza collaborano insieme per sostenere tutto il ciclo di vita lavorativo in un’ottica di attrazione, crescita e retention, in una fase di mercato in cui le persone chiedono più supporto, più chiarezza e più valore». E’ quanto mette in evidenza Cecilia Exacoustos, Head of Health&Talent di Aon, spiegando che la crescente complessità del contesto economico, l’aumento del costo della salute, le sfide legate alle competenze future e un generale riposizionamento delle aspettative dei dipendenti stanno costringendo leader e aziende a ridefinire la loro «strategia people». Secondo Aon, la mancanza di un modello integrato è uno dei principali fattori di inefficacia delle organizzazioni: ad esempio, il 60% delle aziende non dispone di un buon sistema per misurare l’impatto dei "Total Rewards" (insieme dei sistemi di retribuzione che comprendono tutti i compensi, i benefits e i premi). «Ma senza misurazione non esiste strategia», spiega Cecilia Exacoustos. Per questo, è necessario «un modello di human capital basato su una visione integrata di prodotti, soluzioni e tecnologie, con un approccio data-driven, che traduce in pratica i bisogni emergenti dei dipendenti e le sfide economiche delle aziende».