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Ultimo aggiornamento: 15:10
Lo svuotamento del traffico di influenze illecite ha “limitato significativamente la tutela penale del buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione”. Ma la scelta del governo “non viola gli obblighi internazionali” e quindi non può essere ritenuta contraria alla Costituzione. Dopo aver validato l’abrogazione dell’abuso d’ufficio, la Corte costituzionale salva ancora la legge Nordio del 2024 dichiarando legittima la riforma del traffico di influenze, il reato introdotto dalla legge Severino per colpire la “zona grigia” tra lobbismo e corruzione, sanzionando i cosiddetti “faccendieri”. Allo stesso tempo, però, la Consulta riconosce che, a causa della riscrittura della norma, “condotte di indubbia gravità” contro gli interessi pubblici “restano del tutto sprovviste di sanzione“. E lancia un appello al Parlamento per approvare finalmente una legge sulle lobby, che – scrivono i giudici – “appare necessaria” per “garantire trasparenza alle prassi di interlocuzione con le istituzioni, onde assicurare ai consociati la possibilità di un più accurato controllo sull’operato della pubblica amministrazione e dei propri rappresentanti eletti”.






