Il punto centrale della questione è dunque capire se la nuova legge rispetti, o meno, le regole internazionali e la Costituzione, che obbligano l’Italia a mantenere gli impegni presi con altri Stati e con le organizzazioni europee einternazionali. Per capire se questo sia vero occorre leggere almeno 4 sentenze della Corte (n.183/1973, n. 170/1984, n.73/2001 e n.236/2011): da queste ultime risulta però il contrario, perché quella Corte ha sempre sostenuto che gli accordi internazionali possono limitare la libertà del nostro Parlamento, ma solo se gli obblighi imposti dalle convenzioni internazionali che contengono quegli impegni siano chiari, precisi e compatibili con i principi fondamentali della Costituzione. Nelle questioni penali, la stessa Corte ha più volte chiarito che le convenzioni e i trattati internazionali non hanno valore diretto in Italia, a meno che non siano molto stringenti, oppure siano state completamente trasformate nelle leggi applicative approvate dal Parlamento.