Beh, in effetti Hamas ha solo trucidato più di 1200 ebrei, perché mai dovremmo parlare di violenza. Anche perché la Corte d’Appello di Torino, quando il 27 novembre ha convalidato il trattenimento dell’Imam nel Cpr, dopo che la commissione territoriale aveva invece respinto la domanda di protezione internazionale da lui presentata, evidenziava come Shahin «nel marzo 2012 veniva fermato dalla Polizia di Imperia insieme a Giuliano Ibrahim Del Nievo, indagato per reati di terrorismo, trasferitosi quello stesso anno in Siria per unirsi alle formazioni jihadiste e morto in combattimento nel 2013». E che «nel 2018 nell'ambito di indagini coinvolgenti Halili Elmahdi (tratto in arresto e condannato per reati di apologia di terrorismo) veniva registrata una conversazione in cui questi consigliava ad altro soggetto di rivolgersi a Shahin presso la moschea di Torino». Ma, a leggere le affermazioni del dott. Ludovico Morello, colui che ha firmato per far uscire Shahin dal Cpr «i contatti con soggetti indagati e condannati per apologia di terrorismo sono isolati e decisamente datati (si fa unicamente riferimento a una identificazione del 2012 e a una conversazione del 2018, quest’ultima peraltro intercorsa tra soggetti terzi) e sono stati ampiamente spiegati e giustificati dal trattenuto nel corso della convalida».
Le toghe rosse liberano Shahin: il Viminale ricorre in Cassazione
Mohamed Shahin, l’imam di Torino ritenuto dalle nostre autorità un pericolo per la sicurezza nazionale, è uscito dal Cpr di Caltan...













