Torino. «Sono libero?». Quando ieri mattina un agente è andato a dire a Mohamed Shahin che non doveva più rimanere nel Cpr di Caltanissetta, che era arrivato il provvedimento che sanciva la cessazione del suo trattenimento, l’imam è rimasto senza parole. La decisione della Corte d’Appello di Torino è stata una sorpresa persino per lui, che ha chiesto spiegazioni: «Non mi aspettavo questo provvedimento». L’agente l’ha invitato a sbrigarsi, a recuperare i pochi effetti personali che aveva - un telefono, il portafoglio - e a tornare a casa. «Grazie infinite» sono le uniche parole che è riuscito a dire. E poi, prima di varcare la soglia della struttura, ha aggiunto: «Sono emozionato».

Il 24 novembre scorso Shahin è stato prelevato da casa sua, nel cuore di Torino, portato in questura e poi all’aeroporto. Per tre settimane ha vissuto a oltre 1.500 chilometri dalla sua famiglia. Lontano dai suoi due bambini, di 9 e 12 anni, e da sua moglie Asmaa. «Non vedo l’ora di riabbracciarli», dice oggi. Ma non solo. «Non vedo l’ora di rientrare nella mia amata Torino e nel mio quartiere».

Liberato Shahin, l’imam di Torino. La decisione dei giudici. Meloni: “Così non si difende l’Italia”

CATERINA STAMIN (VIDEO DANIELE SOLAVAGGIONE / REPORTERS)