Il Consiglio nazionale forense (Cnf), per bocca del presidente Francesco Greco, torna sulla disposizione nella manovra economica che vincola il saldo delle fatture dei professionisti che hanno svolto incarichi per la Pubblica amministrazione alla certificazione della loro regolarità fiscale e contributiva: "Non chiediamo nessuna indulgenza nei confronti degli evasori - afferma all'ANSA il numero uno degli oltre 232.000 avvocati italiani - ma la norma in Legge di Bilancio penalizza chi lavora, e ha lavorato per la Pa, ha fatto la dichiarazione dei redditi e, poi, rischia di non essere giustamente remunerato".
Greco era stato il primo, nel mondo libero-professionale, a commentare negativamente la misura, già nella sua prima formulazione, a fine ottobre, parlando di una chiara "discriminazione" fra occupati, giacché i dipendenti, "se inadempienti ai propri obblighi fiscali, anche di importo rilevante, mantengono il diritto, ovvio e corretto, alla retribuzione".
L'Avvocatura, infine, aveva preannunciato la scorsa settimana che stava già "valutando tutti i profili di incostituzionalità della norma", e aveva "rinnovato l'invito al governo a ritirarla", anche perché l'iniziativa "rischia di paralizzare l'istituto del patrocinio a spese dello Stato, con danno diretto per i cittadini più fragili".








