È"una vessazione squallida nei confronti di tutti coloro che operano per la Pubblica amministrazione", perché "chiedere, insieme alla fattura, di allegare la prova" del pagamento delle tasse e dei contributi "non ha nulla a che vedere con le semplificazioni e con il sostegno ai liberi professionisti, che pure questo governo afferma di voler portare avanti e perseguire".
Lo dice all'ANSA il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri Angelo Domenico Perrini, interpellato in merito alla disposizione nella manovra economica, all'esame della Commissione Bilancio del Senato, che opera un 'giro di vite' per i pagamenti agli autonomi che lavorano per la Pa, misura rivista al rialzo da un emendamento dell'Esecutivo, depositato la scorsa settimana a Palazzo Madama: il testo revisionato, infatti, subordina il saldo delle parcelle alla regolarità dei versamenti ed estende lo 'stop' a tutti gli "emolumenti", inclusi quelli dovuti da soggetti diversi dalla Pa per incarichi con compensi "a carico dello Stato".
Per il numero uno dei circa 251.000 ingegneri iscritti agli Albi, è "vergognoso" fermare la corresponsione della somma prevista per la prestazione effettuata "anche se, ad esempio, si fosse in ritardo col pagamento del bollo dell'auto".










