Se l'orizzonte è il cantiere dell'alternativa, Schlein fa i conti, calcolatrice alla mano, guardando ai numeri delle ultime tredici elezioni regionali. "I voti assoluti dalla nostra coalizione e quella del governo sono sostanzialmente pari ma se aggiungiamo le civiche e i voti ai presidenti siamo nettamente avanti di noi. Il Pd ha preso 3.202.261 voti, FdI 2.570.522 voti, siamo il primo partito con i voti reali, non nei sondaggi. È la dimostrazione che la partita per le Politiche è apertissima, che ci sono tutte le condizioni per mandare a casa questa destra", è il refrain. Di fronte a questo quadro, quindi, per la segretaria Pd, l'unità altro non è che "un dovere". La leader dem lo dice innanzitutto a Giuseppe Conte. L'alternativa "c'è", ed è "nei fatti". A dimostrarlo ci sono le ultime elezioni Regionali ("Ricordo a Conte che prima non governava nessuna Regione e ora ne governa due, serve rispetto", dice tranchant Francesco Boccia), così come il pacchetto di emendamenti condivisi dalle opposizioni sulla manovra: è in queste cose, assicura la leader dem, "che germoglia l'elaborazione di un programma di governo comune. È il metodo giusto, senza rinunciare alle proprie diversità e alla propria sensibilità", insiste. La segretaria si rivolge poi ai suoi: "Dobbiamo rivendicare quello che siamo: non un partito personale ma un partito plurale, non un partito come ce ne sono tanti, caserma, o un partito comitato elettorale. Vogliamo un partito umile e ambizioso, con la voglia di cambiare le cose con l'obiettivo di offrire all'Italia una proposta di governo credibile e innovativa per vincere le prossime elezioni politiche". E allora, è il ragionamento, "discutiamo, confrontiamoci anche espressamente quando necessario, ma senza mai perdere di vista l'orizzonte comune". Di più: "Pluralismo non significa galleggiare, significa discutere, ascoltare tutti e poi assumere le posizioni chiare e nette, riconoscibili", insiste ringraziando Stefano Bonaccini per la scelta di entrare in maggioranza, perché "l'unità non si fa da soli: stiamo cambiando in positivo perché è finito il tempo delle divisioni e dei litigi, la maggioranza è oggi più larga ma io continuo e continuerò a essere sempre la segretaria di tutti", assicura.
Schlein sfida Meloni, ad Atreju cabaret. E a Conte, alternativa è nei fatti
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