Quando Elly Schlein prende la parola, Giorgia Meloni sta parlando ad Atreju. Il botta e risposta non si può fare. Eppure la segretaria del Pd ha già deciso che si rivolgerà a lei, alla premier. Nella lunghissima relazione che Schlein legge (più di un’ora), la segretaria del Pd cita la premier 8 volte. Mentre non cita mai Giuseppe Conte, che il giorno prima aveva regalato al Pd l’ennesimo schiaffo («Noi non siamo alleati di nessuno», aveva detto ad Atreju). Per quanto riguarda le vicende interne del Pd, Schlein esce numericamente rafforzata: la minoranza interna certifica il divorzio e, per metà, decidere di traslocare sotto la tenda della segretaria. Quelli che restano (in minoranza) si fanno, però, sentire, rimproverando la mancanza di discussione e un profilo di governo ancora debole.
Schlein, però, si concentra sulla sfida con la premier, tratteggiando un bilancio tutto negativo di questi 3 anni di governo. Gli italiani, le dice, non stanno meglio di 3 anni fa. La produzione industriale «cala da mesi», la «spesa pubblica è scesa su sanità pubblica, scuola pubblica, ricerca, politica industriale, casa». Mentre «salgono le spese militari», «le bollette», «i prezzi dei beni alimentari». Si rivolge direttamente alla premier: «Da quanto tempo non le capita di andare a fare la spesa? Si immagini di prendere un carrello e di fare la spesa, scaffale per scaffale, e quali prodotti deve rimettere a posto. Davanti a quello scaffale, le famiglie sono costrette a scegliere tra cose essenziali». Ne ha anche per la sorella, Arianna: «Ci ha spiegato che le priorità sono premierato e legge elettorale», mentre per loro, dice, sono sanità, lavoro, bollette. La casa: «Meloni aveva parlato a Rimini di un grande piano sulla casa. Sapete quanto hanno messo in manovra? Zero». Il duello entra nel vivo: «Vi ricordate il video al benzinaio? Ve lo cito: “Non solo chiediamo che non vengano aumentate le accise, chiediamo vengano abolite”. La campionessa di incoerenza Meloni le ha aumentate. Chi pensa di prendere in giro?».









