Si tratta di Fear of Missing Out, ovvero la paura di esser tagliati fuori. Ai tempi del liceo i miei compagni smisero improvvisamente, e senza spiegazioni, di invitarmi a uscire con loro. Un’ansia sottile, e per me inedita, si fece spazio dentro di me e per i mesi che seguirono la fece da padrona (così poi sarebbe stato per anni, in realtà)
di Mattia Insolia
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Da ragazzino i miei genitori per anni furono in pena per me. Temevano non avessi abilità sociali, che crescendo non avrei avuto amici. Erano paure fondate: mentre i miei coetanei, alle medie e ai primi di liceo, si vedevano fuori dalla scuola – pomeriggio o sera, a casa di uno o al cinema – io stavo sempre in camera mia. È che di uscire con loro non mi interessava; con i libri e i film io stavo bene davvero. Finché al secondo liceo non dovetti frequentare certi compagni di classe per un progetto scolastico.
Eravamo in tre, e se ero capitato con loro era solo perché erano gli unici a cui mancasse il terzo. A ogni modo, passare i pomeriggi assieme mi piaceva e quando mi invitavano a casa di uno di loro – non più per studiare poi ma per la PlayStation, il Monopoli, i video su internet; allora una novità – ci andavo, contento e convinto. Tutto filò liscio fino all’inizio del terzo anno.






