Una bara artigianale in legno con il cartello “libertà d’espressione” e lo striscione “Free Shahin, nobody should be deported for supporting Palestine”: si apre così il corteo regionale partito questo pomeriggio da largo Marconi, a Torino, per chiedere la liberazione di Mohamed Shahin, imam della moschea di via Saluzzo, nel quartiere San Salvario, destinatario di un decreto di espulsione e attualmente trattenuto nel Cpr di Caltanissetta.
Alla manifestazione partecipa un migliaio di persone, che attraverseranno il centro cittadino fino a piazza Castello, con tappe sotto il municipio e la sede del Consiglio regionale. “Siamo qui perché un nostro compagno, un nostro fratello, un uomo innocente è rinchiuso in questo momento nel Cpr - hanno esordito gli organizzatori di Torino per Gaza - Mohamed ha camminato con noi per anni nelle strade di questa città per chiedere una Palestina libera”. “È un uomo che in oltre vent’anni trascorsi in Italia ha dimostrato cosa significhi solidarietà - hanno aggiunto - sempre dalla parte degli ultimi. Tutta la città e tutto il quartiere hanno detto con chiarezza che Mohamed rappresenta un pilastro e viene punito per aver scelto di non girarsi dall’altra parte”.















