Nell’epoca cruda e terribile nella quale la nostra generazione è stata condannata a vivere su questa Terra, non dobbiamo mai diventare indifferenti nei confronti degli altri e indulgenti nei confronti di noi stessi”. Scrive questa frase senza tempo, permeata di tragica attualità, Vasilij Grossman, uno dei più importanti scrittori del secolo scorso, nato nel 1905 in Ucraina e testimone diretto di due tra i più tragici eventi dell’umanità, la Seconda guerra mondiale e la Shoah. La voce più alta e coraggiosa nel denunciare l’atroce simmetria tra nazismo a stalinismo.

A lui, in occasione del 120° anniversario della sua nascita, è dedicata la mostra “Vasilij Grossman. La forza dell’umano nell’uomo”, ospitata al Polo del’900 dal 12 dicembre al 31 gennaio (ingresso libero, da lunedì al sabato, dalle 9 alle 20). Curata da Anna Bonola, Maurizia Calusio, Claudia De Benedetti, Anna Krasnikova, Giovanni Maddalena, Raffaella Poggi, Michele Rosboch, Pietro Tosco e Julija Volochova, l’esposizione segue le tappe essenziali della vita e della produzione dello scrittore, dagli anni della formazione e dell’impegno socialista, sino alla maturità, segnata da un realismo aperto al senso religioso e alla libertà della persona.