Il Corridoio del Brennero è la vera occasione per superare il diaframma tra l’Italia e la Mittleuropa, superando decenni di frammentazione tecnica e normativa. Dell’opera infrastrutturale, tra le più importanti mai progettate nel Vecchio Continente, si è discusso nel corso di un incontro organizzato da Lombardini22, realtà di architettura e ingegneria con sede a Milano.

Tassello decisivo per l’integrazione comunitaria

Il Corridoio del Brennero non è un progetto locale, né una delle tante grandi opere italiane, bensì un tassello decisivo della rete ferroviaria europea. È il concetto espresso da Martin Ausserdorfer, direttore del consorzio Osservatorio per i lavori della Galleria di Base del Brennero e accesso sud nel territorio della Provincia Autonoma di Bolzano.

Il punto di partenza è che le Alpi rappresentano un vero e proprio diaframma tra Mitteleuropa e Nord Italia, attraversato da un traffico stradale insostenibile. Con oltre 2,5 milioni di tir all’anno, la direttrice nord-sud del Brennero è allo stremo.

Ausserdorfer ha definito il tunnel del Brennero e il quadruplicamento della linea ferroviaria il primo vero progetto ferroviario europeo. Infatti le infrastrutture italiane, austriache e tedesche vengono integrate in un’unica strategia, superando decenni di frammentazione tecnica e normativa.