OLIMPIADI - Il servizio “Frana olimpica”, andato in onda domenica su “Report”, ha riacceso il dibattito sulla funivia Apollonio-Socrepes. In vista di Milano Cortina 2026, è corsa contro il tempo per realizzare e collaudare entro fine gennaio l’impianto da 34,9 milioni di euro, composto da 3 stazioni, 10 piloni e 50 cabine capaci di trasportare 2.400 persone all’ora. Il programma ha riepilogato le varie criticità, dall’affidamento diretto all'impresa bresciana Graffer («molto più piccola» dei colossi di settore e già coinvolta in inchieste giudiziarie), alle forniture da parte dell'azienda turca Anadolu Teleferik (implicata nella tragedia di Antalya), passando soprattutto per le vistose fratture nel terreno (oggetto dei ricorsi dei residenti, respinti dal Tar del Lazio e pendenti in Consiglio di Stato). «Il cantiere è stato avviato circa quattro mesi fa, ma solo il 3 dicembre Simico ha annunciato: è arrivato il nulla osta della Ansfisa», ha rimarcato la trasmissione, alludendo al via libera dell'Agenzia nazionale per la sicurezza, che fa capo al ministero delle Infrastrutture, dopo i suoi stessi recenti rilievi sull'incompletezza delle carte.
Cosa dice allora l'atteso documento? Sostanzialmente che i lavori possono andare avanti, rispettando però 14 condizioni, a cominciare dalla necessità di «valutare le risultanze del Parere di compatibilità frane e valanghe (...) allorquando perverrà, garantendo la puntuale ottemperanza alle prescrizioni e alle disposizioni mitigative dettate dalla Regione Veneto». Infatti il 4 dicembre Palazzo Balbi ha comunicato di non averlo ancora rilasciato, «in quanto si rimane in attesa del progetto esecutivo approvato nella sua interezza».







