Meno ansia, meno affaticamento, meno dolore e meno problemi intestinali, come stipsi. E più forza e una maggiore capacità di camminare. In una parola: meglio. Sono i primi risultati osservati in un gruppo di pazienti con linfoma accompagnati durante la chemioterapia da un programma di nutrizione basato su dieta mediterranea e allenamento personalizzato, presentati nei giorni scorsi durante il congresso dell’American Society of Hematology, a Orlando, e che lasciano ben sperare gli esperti. “Se riusciamo ad aiutare i pazienti a sentirsi più forti e a ridurre gli effetti collaterali, non solo ne miglioriamo la qualità della vita, ma li aiutiamo anche a completare tutta la terapia prescritta, e questo è fondamentale per i risultati”, ha commentato Tracy Crane dalla Miller School of Medicine dell’Università di Miami, a capo dello studio.
Linfoma, quanto conosci la malattia?
Il progetto Life-L per i pazienti con linfoma
Lo scopo del progetto Life-L (Lifestyle Intervention of Food and Exercise for Lymphoma Survivors) è quello infatti di capire se e in che misura interventi sugli stili di vita possano aiutare i pazienti ematologici, come quelli con linfoma, ad affrontare meglio la fase della chemioterapia e gli effetti collaterali che questa comporta. Per capirlo, Crane e colleghi hanno arruolato una settantina di pazienti, alcuni dei quali durante il periodo della chemioterapia sono stati seguiti a distanza da un dietista e un coach, ricevendo indicazioni personalizzate una volta a settimana. Gli esercizi prescritti, di forza e aerobici, erano attività che potevano essere svolte a casa.







