Non solo l'inflazione, ma anche i contratti pirata minacciano i salari e redditi dei lavoratori italiani impiegati nel settore dei servizi e del turismo: oltre al carovita che negli ultimi 17 anni ha eroso 4mila euro al reddito dei lavoratori, gli effetti del dumping contrattuale si traducono in 1,5 miliardi di euro sottratti ogni anno alla nostra economia.

L'avvertimento proviene da Confesercenti che lancia anche l'allarme per la progressiva desertificazione commerciale con ormai più di 1.000 comuni in Italia che non hanno più nemmeno un negozio di alimentari.

"Inflazione e un sistema contrattuale sempre più esposto al dumping stanno erodendo il valore del lavoro, indebolendo tanto i lavoratori quanto le imprese" ha incalzato dal palco dell'assemblea nazionale dell'associazione il presidente Nico Gronchi citando "dati inequivocabili". Il grido d'allarme per l'impoverimento dei salari, con le conseguenze che ne derivano per l'intera economia, trova concorde il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

"Le piccole e medie imprese, i lavoratori autonomi, nei settori del turismo, del commercio, dei servizi, dell'artigianato, dell'industria sono importanti veicoli di crescita occupazionale e di sviluppo" afferma Mattarella. E anche per questo è convinto che le iniziative a sostegno di questi settori sono "lungimiranti ed è essenziale che i salari e i redditi che ne derivano corrispondano alle attese definite dalla Costituzione".