LavoroLa denuncia di Confcommercio del fenomeno del dumping contrattuale: nei contratti del terziario siglati da organizzazioni minori i trattamenti per lo straordinario, le integrazioni per malattia, gli scatti di anzianità, i contributi alla bilateralità penalizzano i lavoratori fino a punte di 12mila euro l’annodi Giorgio Pogliotti2 ottobre 2025I punti chiaveOltre 200 Ccnl per 160mila dipendenti e 21mila aziende presentano condizioni peggiorativeAl Sud il fenomeno è più diffuso, in Calabria riguarda l’11% dei dipendenti del settoreSangalli: rafforzare la collaborazione con i sindacati, serve più attenzione del GovernoGardini: siamo pronti a collaborareUna perdita secca per il lavoratore fino a circa 8mila euro annui - con punte intorno a 12mila euro - dall’applicazione dei cosiddetti contratti pirata.La stima dell’Ufficio studi di Confcommercio è frutto del confronto con contratti firmati da sigle minori nei settori terziario e turismo, che rispetto ad una Ral di 24.613 euro del Ccnl di Confcommercio presentano una retribuzione annua lorda mediamente inferiore di oltre 6.500 euro. Se poi si monetizzano altri istituti contrattuali come le maggiorazioni per lo straordinario, le integrazioni per malattia o infortunio ridotte (al 20-25% contro il 100% del contratto Confcommercio), i minori giorni di ex festività, di ferie, permessi, gli scatti di anzianità, i contributi sulla bilateralità per la sanità integrativa o la previdenza complementare, la penalizzazione media sale a 7.921 euro a danno del lavoratore con punte fino a 12.200 euro l’anno.Oltre 200 Ccnl per 160mila dipendenti e 21mila aziende presentano condizioni peggiorativeNei settori terziario e turismo si contano più di 250 contratti, ma la maggioranza dei lavoratori è coperta da pochi Ccnl, tra cui il Ccnl Terziario, Distribuzione e Servizi firmato da Confcommercio, che è il più applicato in Italia con circa 2,5 milioni di addetti. I Ccnl firmati da sigle minori, sono oltre 200 e riguardano circa 160mila dipendenti e oltre 21mila aziende.Moltiplicando i 7.921 euro persi dai lavoratori per i 156.262 dipendenti coperti da contratti meno tutelanti si ottiene un minor monte retributivo pari a circa 1,3 miliardi di euro, lo 0,1% del Pil del 2024 e lo 0,2% del monte retribuzioni con un minor gettito contributivo pari a 339 milioni di euro - che penalizza i lavoratori quando andranno in pensione-, ed un minor gettito tributario pari a 214milioni di euro. Il minor gettito complessivo pari a 553 milioni di euro.Al Sud il fenomeno è più diffuso, in Calabria riguarda l’11% dei dipendenti del settore«Il fenomeno in costante crescita soprattutto tra le microimprese e le cooperative è particolarmente diffuso nel terziario, in alcuni settori dei servizi e nel turismo, - spiega Confcommercio - settori strategici per l’economia, creando squilibri territoriali perchè si concentra nelle aree economicamente più fragili, soprattutto nel Mezzogiorno». La regione più colpita è la Calabria, dove oltre l’11% degli occupati del settore lavora con contratti pirata. Seguono la Sicilia (8,9%), la Campania (8,5%) e la Puglia (7%).