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Il condimento tipico della cucina povera italiana è diventato una pizza servita in tutti i locali della catena di pizze artigianali di qualità, grazie alla collaborazione dei fratelli Aloe con Francesca Barreca e Marco Baccanelli, titolari della “post-trattoria” capitolina. Un sodalizio che celebra i primi quindici anni dell’insegna nata a Bologna e ora diffusa in tutta Italia (e a Londra)
La concia di cavolo romanesco e pecorino maremmano, preparata con aceto di mele e menta, è una preparazione tradizionale della cucina povera romanesca e un ricordo di infanzia per Francesca Barreca e Marco Baccanelli, le due anime di Mazzo, uno dei più interessanti locali della scena gastronomica contemporanea romana. “Post-trattoria” la chiamano loro. Ma al netto delle definizioni si tratta di un luogo in cui cucina romana, musica e design formano un linguaggio comune, senza ammiccamenti turistici.
Ora, è accaduto che nel corso della scorsa primavera nel quartiere popolare e vivacissimo di San Lorenzo, dove Mazzo ha sede, abbia aperto il nuovo indirizzo romano di Berberè, l’insegna di pizzerie creata nel 2010 dai fratelli bolognesi Matteo e Salvatore Aloe che negli ultimi anni ha conquistato il pubblico e la critica. E che tra le due insegne sia nata la voglia di una collaborazione che andasse oltre il semplice concetto di buon vicinato, ma che sposasse la comune visione gastronomica.






